Comunicare online: l’importanza di sapere dire e capire!

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E anche oggi, dai social, mi è stato dato lo spunto per scrivere un articolo. Spero di non essere spietato nei confronti di alcuni utenti di Facebook perché, credetemi, dovrei esserlo. Ci sono persone che dovrebbero ricominciare a studiare dalla prima elementare. Non soltanto per un discorso di imparare a scrivere, che è fin troppo importante, ma anche quello di sapere comprendere ciò che si legge. In poche parole: imparare a comunicare.

Sembra quasi che questa pratica, comune a tutti gli esseri viventi, si sia persa nella specie umana che, però, è la più evoluta tra tutte, o almeno così ci hanno insegnato. Non solo, rimanendo in tema social o comunque online, mi sono accorto che non tutti conoscono le regole basilari necessarie per poter “circolare e comunicare sul web”.

Ma torniamo alla comunicazione. Perché mi sta per partire l’embolo oggi? Per via di alcuni messaggi che ho letto su un paio di gruppi dedicati all’offerta/ricerca di lavoro online. Non è che siano i primi che leggo, ma oggi proprio non mi vanno giù. Alcuni per le menzogne riportate, perché illudono chi legge e, spesso, chi legge è chi ha bisogno di lavorare sul serio per poter comprare il pane e pagare le spese familiari, non una persona che può perdere qualche oretta del suo tempo per racimolare qualche centesimo al giorno (e di questo più o meno ne ho già parlato, ma qui riprenderò l’argomento relativamente alla comunicazione, quella falsa). Altri post non mi vanno giù perché mi mettono di fronte a, perdonatemi, gente talmente incompetente, incapace e che è solo alla ricerca di qualche altro malcapitato da coinvolgere. Persone che non si accorgono nemmeno di quanto venga richiesto da chi, probabilmente anche disperato, si rivolge a questi gruppi per trovare una soluzione.

Ma andiamo col primo caso: la falsa comunicazione. Quanti post ci sono in cui si promuovono “stipendi” di 3-400€ al mese semplicemente cliccando su dei link o guardando banner e così via, per appena venti minuti al giorno (alcuni, parlano di qualche ora). La cosa simpatica è che, a dimostrazione di quanto siano reali i guadagni, vengono postati anche i vari movimenti di denaro in entrata dai quali, però, viene sempre cancellato il beneficiario: “Ecco gli ultimi pagamenti ricevuti”. E perché cancellano il loro nome? Se lo stiamo leggendo tutti chi siete, su Facebook, dal momento che avete scritto il post, perché nasconderlo? Esiste un’unica motivazione: quelli non sono i loro movimenti. Quelle persone stanno probabilmente usando materiale concesso dall’azienda a cui sono affiliati, per poter mostrare dei falsi guadagni ed essere, in questo modo, più convincenti.

Ma per scrupolo, mi sono voluto iscrivere ad alcuni di questi siti, perché prima di parlarne ritenevo corretto provarli onde evitare di dire una cosa per un’altra… leggi i miei altri articoli e capirai cosa sto per scriverti: lasciali stare.

Capite bene che, alterando la comunicazione di una notizia, si possa in qualche modo indurre una persona che è il fruitore di quella notizia, a compiere una determinata azione (in questo caso l’iscrizione a un sito di pay per click) generando il guadagno per chi ha postato tale falsa comunicazione. Ecco perché riempiono i vari gruppi con i loro continui annunci, perché sanno che prima o poi qualcuno, tramite quel link di iscrizione promosso nell'annuncio, aderirà a tali programmi, anche solo per provarli, e loro si beccano da due a cinque euro.

Andiamo all’altro motivo per cui determinati post oggi non mi vanno giù: mi mettono di fronte alla totale ignoranza, stupidità, inettitudine e incapacità di capire di alcune persone. Proprio così.

Leggo spesso post (e questa mattina non è andata diversamente) in cui ci sono persone, in cerca di lavoro o di un secondo lavoro da poter svolgere online, nei quali mettono sin da subito delle condizioni. In particolare, il post che mi ha fatto sbiellare (passatemi questo termine) è quello di un utente che stamattina chiedeva chi potesse offrirgli un lavoretto online senza però investimenti richiesti. Ok, lo so: richiesta troppo generica. Ma stiamo parlando proprio di questo oggi: comunicazione online. Ma prima di soffermarci sulla richiesta, vorrei dire due parole sulle decine e decine di risposte arrivate. Il 90% di queste proposte erano generiche, ovvero, non riportavano i dati dell’azienda o il tipo di lavoro da fare realmente. “Se interessato a guadagnare, con un piccolo contributo iniziale puoi …”. Ora, dico io, ma sei imbecille o cosa? Ha detto “no investimenti” il tizio che cerca lavoro. Ma la cosa più bella sapete quale è stata? Che il tizio ha specificato nuovamente che non aveva soldi da investire e la risposta (in quasi tutti i post) è stata: “Ma non è un investimento, si tratta di un contributo per l’avvio”. Ma state scherzando? Non capite proprio? Anche se cambiate il nome di quello che cercate (e che vi assicura comunque il vostro introito a prescindere da quanto poi sarà bravo chi aderisce a rimanere a galla) quello è: state cercando soldi che l’utente vi ha già detto di non avere. E non immaginate quanti “inserimenti esterni” si trovano nei post di una persona. Vi spiego meglio: il tizio ha chiesto lavoro. Una trentina di persone hanno risposto nell’arco di sessanta secondi (sembravano appostati lì, in attesa della preda). A queste loro risposte commentavano a loro volta altre persone alla ricerca di lavoro e, indovinate un po’, altri offerenti lavoro andavano a commentare il commento di una risposta. Non immaginate il casino in quel post (come negli altri, del resto)… e il povero tizio che ha aperto il post e ha richiesto offerte di lavoro? Quasi più nessuno ci pensava… scene patetiche, credetemi.

Altro aspetto delle risposte: mi incuriosisce sapere in che modo pensano di apparire seri e professionali, la maggior parte degli utenti che offrono lavoro, se non dicono nulla dell’azienda e del lavoro che stanno proponendo. Rifilano due frasette del caz… perdonatemi, del cavolo e concludono con “contattami in privato” o, la frase che odio di più, “se interessato scrivi info”, frase che molto mi assomiglia a delle altre che odio totalmente, sempre su Facebook: “Se ami il Signore, scrivi amen” oppure “Se hai un cuore clicca mi piace e scrivi qualcosa”.

C’è qualcosa che non va a questo punto. Il web ha aperto le porte a tutti, purtroppo anche agli ignoranti che tanto danno fanno e che, spesso, rovinano l’immagine e la buona reputazione di altri professionisti dell’online e questo non lo trovo giusto. Ma, ahimé, non penso ci sia una soluzione a questo problema. Troverei molto utile, oggi, insegnare già ai bambini delle scuole sia a comunicare correttamente, sia a capire meglio l’online, in particolar modo, come evitare di cadere nelle truffe e nelle fregature. Bisogna che ci sia cultura dell’online.

Passiamo all’ultimo aspetto di questa analisi: la genericità della richiesta del tizio che chiedeva lavoro. Anche in questo caso c’è scarsa capacità comunicativa. Sono convinto che, come un’azienda che offre lavoro deve essere quanto più specifica possibile, così anche chi si propone o chi chiede lavoro. Bisogna che si inserisca, in una richiesta come quella sopra, prima di tutto cosa sei capace di fare, quali sono le tue competenza reali, quali le tue aspettative e quali le tue condizioni. Se una proposta è dettagliata è più facile che chi risponde a quel tipo di annuncio, con la propria offerta, si avvicini molto al tipo di lavoro ricercato.

Concludiamo: comunicare, per quanto semplice e naturale dovrebbe essere, sembra oggi la cosa più complicata. La verità, però, è un’altra. Se tutti cominciassimo a smetterla di parlare in modo “velato” per lasciare intendere senza dire; se smettessimo di mentire per attrarre, indossando maschere anche nella comunicazione; se ci limitassimo a dire ciò che vogliamo dire esattamente e a soffermarci a capire quello che l’altro sta dicendo o chiedendo (senza subito pensare a come rispondere o a come, nel caso in questione, attirarlo nella nostra azienda) allora la comunicazione tornerebbe a essere molto più equilibrata e più “naturale”. Perché, credetemi, è quando cerchiamo di rendere tutto più artificiale che le cose si complicano oltremodo. Il trucco per comunicare correttamente? Semplicità, scorrevolezza, chiarezza e limpidezza del messaggio.

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